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Esportare Macchinari in Turchia nel 2026: guida al Tebliğ 2026/32

By Marzo 26, 2026No Comments

Cos'è il Tebliğ 2026/32?

Il Tebliğ 2026/32 è il nuovo comunicato sul controllo delle importazioni di macchinari emanato dal Ministero del Commercio Turco. Questa riforma punta a innalzare gli standard di sicurezza e conformità tecnica per tutti i macchinari che entrano nel mercato turco.

L’elemento centrale della normativa è l’obbligo di utilizzare TAREKS, la piattaforma digitale di controllo basata sull’analisi del rischio. All’atto pratico, il Tebliğ stabilisce che nessun macchinario può superare la dogana senza un numero di riferimento TAREKS valido, rendendo la conformità documentale il requisito d’accesso indispensabile per l’export.

Come funziona TAREKS

Il funzionamento di TAREKS si basa su un’integrazione digitale tra l’importatore turco e le autorità doganali, mediata da un algoritmo di valutazione del rischio.

L’importatore ha l’obbligo di operare sulla piattaforma caricando i certificati e le foto del macchinario; a quel punto, il sistema decide in tempo reale se autorizzare lo sdoganamento o richiedere un controllo fisico della merce.

Per le aziende italiane, il funzionamento di TAREKS è “indiretto”: non devono accedere al sistema, ma garantire all’importatore un flusso documentale perfetto, poiché ogni discrepanza nei dati caricati può innescare un blocco operativo o ispezioni stringenti in dogana.

La suddivisione in categorie

La normativa Tebliğ 2026/32 introduce una distinzione netta tra i macchinari destinati all’importazione, suddividendoli in due elenchi con requisiti tecnici e burocratici differenziati.

  • Categoria alto rischio: impone l’iter più complesso, che prevede l’ottenimento di un’autorizzazione preliminare presso la rappresentanza diplomatica turca nel paese d’origine e l’obbligo di traduzione giurata in lingua turca per ogni documento del fascicolo tecnico, oltre a un esame preventivo vincolante da parte delle autorità.
  • Categoria rischio standard: i macchinari che rientrano in questa categoria beneficiano di una procedura snellita che consente la registrazione diretta su TAREKS senza passaggi consolari, affidando la valutazione della conformità a un’analisi del rischio automatica gestita dall’algoritmo ministeriale.

Per le aziende italiane che esportano verso la Turchia emerge un vantaggio competitivo fondamentale: le rigide procedure di autenticazione diplomatica previste per i prodotti ad alto rischio non si applicano ai materiali fabbricati nell’Unione Europea. Questa esenzione per i prodotti di origine UE riduce significativamente il carico burocratico, permettendo ai produttori italiani di operare con tempistiche ridotte rispetto ai concorrenti extra-comunitari, pur mantenendo l’onere di fornire documentazione tecnica precisa per la corretta analisi del rischio su TAREKS.

Quali sono i documenti richiesti?

  • Dichiarazione di conformità CE conforme alle normative tecniche vigenti
  • Certificati di approvazione del tipo (omologazione del modello)
  • Certificati di rumorosità, se applicabili alla categoria di prodotto
  • Documento di trasporto, per verificare la coerenza temporale con la validità delle certificazioni
  • Fotografie dettagliate del macchinario da più angolazioni, con targa tecnica e marcatura CE visibili
  • Lista componenti e accessori, compresi adattatori o alimentatori
  • Manuali d’uso, istruzioni di sicurezza e schemi tecnici (a seconda dell complessità)

La coerenza tra i dati è un elemento critico: date, modelli e marcature devono corrispondere perfettamente tra documenti di trasporto, targhe fisiche del macchinario e certificazioni tecniche. Qualsiasi difformità può innescare un controllo fisico o, nel caso peggiore, la chiusura negativa della pratica.

Quali sono le tempistiche del Tebliğ 2026/32?

Se TAREKS seleziona il prodotto per un controllo fisico, l’importatore ha 20 giorni lavorativi per presentare eventuale documentazione aggiuntiva. Il mancato rispetto di questo termine comporta la chiusura negativa  della pratica e possibili restrizioni sulle importazioni future.

La responsabilità legale per sicurezza e conformità ricade interamente su l’importatore turco. Il numero TAREKS certifica il completamento dell’iter formale, non la conformità reale del prodotto. La presentazione di documenti falsi o dichiarazioni non veritiere può portare a sanzioni amministrative e all’obbligo di ispezione fisica sistematica per tutte le importazioni successive.

Come prepararsi al Tebliğ 2026/32? Qualche indicazione pratica

La nuova normativa richiede un approccio proattivo e una stretta collaborazione con la controparte turca. Alcune indicazioni operative:

  • Coordinamento costante con l’importatore: è lui a gestire TAREKS, perciò è necessario assicurarsi che abbia tutta la documentazione tecnica aggiornata prima della spedizione.
  • Avviare per tempo le traduzioni: per i prodotti ad alto rischio, le traduzioni giurate in turco richiedono tempo. Conviene non lasciare all’ultimo momento.
  • Verificare la coerenza documentale: controllate che ogni dato sia allineato tra documenti di trasporto, targa tecnica del macchinario e certificati.
  • Predisporre un dossier fotografico: foto nitide da più angolazioni, con marca, targa tecnica e marcatura CE chiaramente leggibili.

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